PEL_8424

Roberto Pugliese
La finta semplice, double basses, cellos, violas, violins, metal wire, multichannel audio system, audio composition
2016

The installation titled La finta semplice, K51, refers to an opera giocosa by Wolfgang Amadeus Mozart with a libretto by Marco Coltellini who, in turn, had adapted it from a text for a musical setting by Goldoni. The installation contains in itself all the ambiguities of a work that in its apparent simplicity hides something that is far more conceptually complex. It consists of string instruments hung from steel cables (double basses, cellos, violas, and violins) linked to a multi-channel reproduction system that allows this virtual “orchestra” to play a score composed ad hoc by the artist himself. As has been excellently explained by the show’s curator, Valerio Dehò, [...]Pugliese’s installation in the church of San Francesco al Corso continues the artist’s investigation into “music to be seen”, into the relationship between visual and auditory imagination, and into the deviations and confluences that by now characterise the contemporary world.
Starting from a “classical” group of instruments, Robert Pugliese aims at being part of contemporaneity through his Mozartian awareness that only innovative works have the strength to fascinate and move both the composer and the public in order to last over time.
Here is how the artist describes the basic idea of his work:
[...] Even though in the last century musical language was enriched with dissonance and an interest in timbres mediated by new instrumental and electronic means, today, like then, the public has difficulties in accepting what is “new”. But it is only as a result of innovative composers like Mozart that today there exists a shared idea about music. The duty of today’s composers is to look elsewhere, using the means available to them, and to enlarge the possibilities of listening, even though this might go against common acceptance. The concept of music and all the arts has changed, and their mixing together has become increasingly important and has opened the way to multi-media experiences.

Valerio Dehò



La finta semplice, contrabbassi, violoncelli, viole, violini, cavo in acacia armonico, sistema di riproduzione multicanale, composizione audio
2016

L’installazione, intitolata La finta semplice, K51, richiama un’opera giocosa di Wolfgang Amadeus Mozart su libretto di Marco Coltellini che a sua volta lo aveva adattato da un testo per musica di Goldoni. Esso contiene in sé tutta l’ambiguità di un’opera che nella sua apparente semplicità cela un lavoro concettuale ben più complesso: l’installazione si compone di strumenti a corda sospesi con cavi d’acciaio (contrabassi, violoncelli, viole e violini), collegati ad un sistema di riproduzione multicanale che consente a questa “orchestra” virtuale di riprodurre una partitura composta ad hoc dall’artista stesso.
Come ben spiega il curatore della mostra, Valerio Dehò, nel testo scritto del progetto, [...] l’installazione di Pugliese nella Chiesa di San Francesco al Corso prosegue il discorso dell’artista sulla “musica da vedere” e sul rapporto tra l’immaginario visivo e quello sonoro, sulle derive e confluenze che ormai caratterizzano il mondo contemporaneo.
Partendo da un organico “classico”, Roberto Pugliese vuole farsi testimone della contemporaneità nella consapevolezza, tutta mozartiana, che solo le opere innovative hanno in sé la forza di affascinare ed emozionare autore e pubblico in modo da resistere nel tempo. Così l’artista descrive l’idea che sta alla base del suo lavoro:
[...] Sebbene nel secolo scorso il linguaggio musicale si sia arricchito della dissonanza e di un interesse al timbro mediato da nuove possibilità strumentali e dall’utilizzo del mezzo elettronico, oggi come allora il pubblico ha difficoltà ad accogliere il “nuovo”. Ma è solo grazie a compositori innovatori come Mozart che oggi esiste un’idea comune di musica. Il dovere del compositore odierno è quello di guardare altrove utilizzando i mezzi a sua disposizione e di allargare le prospettive dell’ascolto anche se queste vanno oltre l’accettazione comune. La concezione di musica e delle arti tutte è mutata e sempre più frequenti sono i fenomeni legati alla loro commistione che ha aperto la strada verso la plurimedialità. Pugliese, di recente vincitore del secondo prestigioso premio della “Fondazione VAF” affronta con le sue opere tematiche che vanno dalla musica all’arte elettronica; dall’eco art all’etica della natura. I suoi lavori, composti nella maggior parte dei casi da apparecchiature elettroniche ed elettriche, impianti sonori ma anche elementi naturali, contengono innegabilmente in sé una forte componente umana ed organica. Installazioni nelle quali è centrale l’interazione tra l’analisi dei fenomeni naturali, la loro rilevazione diretta e la traduzione mediante computer e che proprio per questo molto spesso assomigliano più a esperienze multisensoriali in continua e costante evoluzione, nelle quali la variabile dell’ignoto ha ampi margini di rappresentazione.

Valerio Dehò


PH@Michele Alberto Sereni